[15 gennaio]
Altre cinque persone, solo cinque e tocca a me.
Sono a Broadway, in un teatro per le selezioni per il musical de ‘La Sirenetta’, cercano ballerine per le parti minori e, spinta dalla mia insegnante, ho deciso di provare.
Lei adesso è seduta tra il pubblico, ha deciso di venirmi a vedere, dopo tutto il tempo che ha passato in palestra con me a provare mi sembra il minimo.
Ma non c’è solo lei, ho anche un altro accompagnatore.

12 gennaio
“Eve ha questo pranzo con tutti i McDowell, mica può saltarlo per accompagnarmi, e Kathy deve lavorare, c’è tipo un’epidemia di colera in negozio e sono tutti a casa malati!” dico prendendo dalle mani di Samuel il succo che mi sta porgendo. Siamo a casa sua, abbiamo deciso di rivederci qualche vecchio episodio di LOST per cogliere particolari che ci erano sicuramente sfuggiti, siamo un po’ fissati con questo telefilm, giusto un po’!
“Ma scusa devi andare da sola quindi?” mi chiede lui buttandosi a sedere vicino a me e recuperando il piatto di pasta al forno che ho fatto prima di venire qui, Samuel non sa proprio cucinare e penso mangi schifezze ogni giorno, infatti quando mi ha visto arrivare con la teglia in mano ha quasi sorriso.
“C’è Joey la mia insegnante, e poi… beh sì sono abbastanza da sola…” rispondo prendendo un piatto anche per me e mettendoci un po’ di pasta.
Samuel preme play e la rassicurante immagine di Paulo che lancia kiwi nell’oceano comprare sullo schermo.
“Se vuoi ci vengo io con te, cioè ti accompagno, non ho lezioni…” dice senza guardarmi mentre giro la testa verso di lui.
“Dici sul serio? Mi accompagneresti?” chiedo con un sorriso enorme e lui mi guarda.
“Se non ci viene qualcuno con te è probabile che tu non lo trovi neanche Broadway!” esclama abbozzando un sorriso.
“Grazie…” dico appoggiandomi di nuovo all’indietro contro il divano mentre Samuel alza un po’ il volume.
“Questa pasta è buonissima, tra l’altro…” commenta e io sorrido: devo insegnargli a cucinare.


In poche hanno scelto la canzone che porto io, quasi tutte fanno quella della caverna, o In fondo al mar, è un bene che io abbia un pezzo abbastanza originale, così ci sono meno paragoni e può essere che si ricordino più di me che di tutto l’altro mare di persone che hanno visto ballare oggi.
“Amanda Philips”
Tocca a me! Tocca a me! Tocca a me!
Respiro, faccio un respiro profondo e prima di entrare in scena metto un po’ di pece sulla punta delle scarpette; raggiungo il centro del palco e assumo la posizione di partenza, il braccio destro alzato, il sinistro a semicerchio, i piedi in terza posizione lo sguardo basso, dopo pochi istanti inizia la musica e come se non avessi fatto altro per il resto della mia vita inizio a ballare. Eseguo tutto con la massima precisione, o almeno credo, riesco a rimanere sulle punte anche per tutto il pezzo che fino a ieri avevamo valutato di fare in mezza punta e invece riesco a portarlo a termine al meglio.
Alla fine del pezzo mi fermo, con le mani tirate e lo sguardo alto senza riuscire a nascondere un sorriso: sono stata brava. Non sono un tipo molto sicuro, di solito, ma sono soddisfatta di come ho ballato, ho dato il meglio e spero che l’abbiamo notato anche le persone che devono selezionarci.
“Grazie signorina Philips, molto bene!” mi dice una signora dai capelli rosso fuoco con un sorriso compiaciuto, io faccio l’inchino, come sempre quando si lascia un palco, e torno dietro le quinte, lasciando finalmente uscire un enorme sospiro.
Scendo gli scalini e vedo Joey, la mia insegnante venirmi incontro, sorride e mi abbraccia forte.
“Sei stata bravissima Mandy! È venuto anche meglio che in prova, sei stata perfetta!” esclama con gli occhi quasi lucidi puntati su di me.
Joey è straordinaria, le voglio un mondo di bene, ballo con lei da tre anni ormai e se ho uno stile è tutto merito suo.
Mi dà un bacio sulla guancia e si allontana per andare da una sua ex allieva, e io poco dietro vedo Samuel che alza la mano e mi sorride; senza neanche pensarci corro verso di lui, per quanto sia possibile correre con un paio di scarpette da ballo e gli salto al collo praticamente travolgendolo.
“E pensare che là sopra sembravi così aggraziata…” scherza ridendo mentre mi stacco sistemando lo chignon che si è un po’ allentato.
“Ci riesco solo sul palco poi torno ad essere l’ippopotamo di sempre!” spiego con una linguaccia.
“Sei stata brava…” dice a bassa voce “…ok per quello che posso saperne io cioè zero, però sembravi brava…” continua.
“Grazie!” sorrido, è proprio carino quando fa così, sembra che sia in imbarazzo a fare un qualunque complimento a chiunque, beh almeno con me sempre…
“Sono proprio soddisfatta!” aggiungo.
“Quando ti fanno sapere?” chiede.
“Hanno detto la settimana prossima…” rispondo incrociando le dita “Senti sto morendo di fame che stamattina non ho neanche fatto colazione, mi cambio e poi possiamo andare al Pizza Hut qui dietro, ti va?”
“Sì! Sto morendo anche io, quindi muoviti!” ride e io scompaio dietro l’angolo affrettandomi verso i camerini.

In meno di mezzora siamo seduti davanti a una pizza gigante e due enormi bicchieri di aranciata.
“Quella prima di te… hai presente il film Fantasia?” mi chiede prendendo una fetta in mano e io annuisco “Il balletto degli ippopotami e dei coccodrilli? Sembrava troppo un ippopotamo! Stretta in quel tutù… uno dei giudici guardava terrorizzato il palco temendo che crollasse!” continua.
“Oddio sì! La chiamiamo Big Mary! Che poi non è grossa, anzi solo che quando salta tremano tutti i vetri della palestra! Ti giuro se avesse un po’ di grazia sarebbe anche una brava ballerina! Al saggio di due anni fa stavamo ballando lo Schiaccianoci di Tchaikovsky e lei mi è salita su un piede facendo un arabesque….” Dico e vedo che mi guarda confuso per un attimo.
“Hai ballato lo Schiaccianoci?” chiede, quasi fosse stupito di sentirmi nominare qualcosa del genere che non siano Backstreet Boys o affini.
“Sì!  Abbiamo fatto anche il Lago dei Cigni, e lo stesso anno anche un pezzo di Gershwin, la Rapsodia in Blu mi pare si chiamasse, mi piace da morire!” rispondo mangiando un enorme pezzo di pizza.
“Non avevo mai pensato che ti piacesse la musica classica…” dice “…di solito ascolti schifezze!” continua con quella sua solita faccia -.-.
“Simpatico! Io adoro tutta la musica, se si può ballare a me piace! Infatti frequento sia il corso di classica, che moderna e a volte anche hip hop quando riesco, se non ho troppo da studiare a scuola, e sì lo so che stai per dire che tanto non studio mai quindi posso andarci sempre!” spiego bloccando la sua critica sul nascere.
“Ti piace proprio, eh?” esclama bevendo un po’ di Fanta.
“Da morire! Non farei altro dalla mattina alla sera!” convengo e per un po’ mangiamo in silenzio.
“Comunque grazie di essere venuto, davvero, da sola sarei impazzita…” sorrido e lui ricambia.
“Figurati, non avevo impegni…” risponde scrollando le spalle, anche se fosse vero non ammetterebbe mai che gli ha fatto piacere venire, anche perché sinceramente, non so se sia così.
“A giugno facciamo Le Quattro Stagioni di Vivaldi al saggio, se vuoi ti tengo un posto!” esclamo divertita mentre mi fissa dubbioso.
“Adesso non esageriamo, eh?” commenta assumendo la sua solita, solita espressione, però è carino, sì: Samuel è proprio carino.

[16 gennaio]
“Ora ascoltatemi tutti!” esclamo mentre sono in piedi su una sedia, davanti a me ci sono Jane, Johnny, Amber, Melanie, Sally, insomma tutti, ho detto ascoltatemi tutti quindi ci sono tutti…
“La festa è prevista per il 21, come potete vedere nell’opuscolo distribuito dal mio assistente…” continuo indicando Pete che è seduto al tavolo accanto a me con una macchina da scrivere davanti, un paio di occhiali da vista, finti addosso e si sta limando le unghie.
“Pete, cosa stai facendo?” gli chiedo.
“Faccio la segretaria no?” risponde soffiando sulla mano di smalto rosso che si è appena dato e io annuisco: quando uno ha ragione ha ragione.
“Comunque: la festa si terrà qui, come indicato al punto B…”
“C” mi interrompe Pete.
“Giusto, come indicato al punto C…” mi correggo, mi serve davvero una segretaria, magari lo assumo a tempo pieno.
“Amber e Chris sono incaricate delle decorazioni” riprendo e loro annuiscono “Sally e Jane penseranno al mangiare, Ben alla musica”
“E io?” chiede Pete.
“Tu cerchi di non rovinare quello che fanno gli altri…” gli risponde Mel che se ne sta con le braccia incrociate seduta su una poltroncina, è un po’ asociale la ragazza.
“Tu fai il mio segretario no? E cerchi anche di non fare casino…” gli dico e lui scrolla le spalle iniziando a mettersi lo smalto sulla seconda mano “Ma lo sai che lo smalto rosso è volgare?” gli dico.
“Mi prendono per una facile dopo?” si informa guardandomi.
“Eh, potrebbe essere, non metterti la gonna troppo corta o i tacchi troppo alti, ok?” suggerisco.
“Sono questi i momenti in cui capisco perché tu sei il capo… Grazie Mand…” mi dice con riconoscenza, Pete regna proprio un casino…
“Ma voi due siete proprio scemi…” borbotta Mel, ma ormai la lascio perdere, Amber ha detto che è fatta così che borbotta sempre per conto suo ma che in realtà non è cattiva… spero.
“E comunque vedi di fare bene il DJ!” dice Pete rivolto a Ben “Se no ti prendo a stampellate in testa!” continua rimirando le sue unghie, è più bravo di me! Stasera salgo da loro e chiedo se mi fa la manicure.
“Non ti preoccupare” sorride Ben “E comunque me la dai una mano a scegliere cosa mettere, no?” si informa e la mia fedele segretaria annuisce.
“Ok allora direi che più o meno ci siamo… e ricordate che Samuel non deve sapere niente perché è una sorpresa, ok? Ci tengo!” puntualizzo guardando la squadra al gran completo.
“Tranquilla Mand, siamo gente discreta…” scherza Sally.
“Amber mi riferisco anche a te, ok?” dico alla mia amica che mi guarda male, è stata la prima a cui ho detto dell’idea della festa per Samuel e già ieri in ascensore stava per farsi scappare tutto con lui, quando iniziamo a parlare siamo pericolose…
“Comunque se serve il mio numero ce l’avete anche per idee per i regali o quello che volete, adesso se volete scusarmi, devo pianificare una cosa con la mia segretaria!” concludo e scendo dalla sedia per poi sedermi vicino a Pete.
“Allora li hai i numeri dei suoi compagni di università?” chiedo e lui mi guarda sbattendo le ciglia.
“Certo che sì tesoro, per chi mi hai preso, io lo so fare il mio lavoro!” mi risponde tirando fuori una agendina argentata che non so a chi appartenga e aprendola sul tavolo.
“Ho anche già mandato i messaggi, devo solo aspettare che rispondano!” mi informa.
“Ti meriti un aumento!” gli dico.
“Sì e anche qualche giorno di ferie, sei una schiavista è dall’estate scorsa che non mi dai nemmeno un giorno!” si lamenta.
“Pete” lo guardo “Lavori per me da ieri” gli dico.
“Cosa vuol dire, che non avrò la copertura assicurativa?” esclama esterrefatto.
“Che dentista vuoi che prenda la tua assicurazione con tutti gli zuccheri che mangi?” gli faccio presente.
“Tutte scuse! Despota!” esclama mettendosi a scrivere sulla macchina da scrivere qualcosa di senza senso.
“Pete, su quella macchina non funziona il tasto della E” gli faccio presente.
“Lo so, così è come quella di Homer quando fa il critico culinario!” mi spiega.
“Quindi puoi scrivere solo parole senza la E… come ‘Scatola di cibo’… e non puoi scrivere Pete! Però puoi scrivere Amanda…” dico tutta contenta.
E lui inizia a scrivere Amanda Amanda Amanda Amanda Amanda Amanda Amanda Amanda Amanda.
“Posso farti tipo la carta intestata se vuoi… tanto anche il tuo cognome è senza E” dice continuando a scrivere Amanda.
“Grande… così dopo mando a tutti voi lettere con la mia carta intestata! Grazie Pete!” esclamo tutta felice mentre Mel continua a guardarci contrariata… fortuna che Mel contiene la E, se Pete le chiedeva se voleva la carta intestata credo che l’avrebbe ucciso…
Amanda

Questo blog racchiude le pagine di diario scritte da Amanda Philips, uno dei personaggi che interpreto nel gioco di blog Ordinary World. Tutto quello che leggerete in questo blog è frutto di fantasia, l'attrice usata per dare i volti a Amanda è Amanda Bynes ma naturalmente non ho alcun collegamento con lei.

Ordinary World

"Ordinary World" è un Gioco di Blog (GdB), ovvero un gioco di ruolo che si svolge su un blog.
Questo gioco ha tuttavia una particolarità: se solitamente nei giochi di blog si sceglie di interpretare un personaggio qui abbiamo voluto rendere la cosa un po' diversa.
Quando vi iscrivete lo farete con il nome di un appartamento del condominio "Wayland", in cui potrete far abitare quanti personaggi vorrete (sempre nei limiti del buon senso); quando scriverete i post sarete voi a decidere con quale dei vostri inquilini postare, a seconda di cosa dovete raccontare o di chi vi ispira di più in quel momento.

Wayland's Park

Wayland's Park è il nome di un'ala del più grande parco cittadino di New York: Central Park. Il condominio in cui si ambienta il gioco prende il nome proprio da questa ala del parco, poichè vi si affaccia esattamente davanti.
E' un edificio di 12 piani con quattro appartamenti ciascuno indicati con le lettere A-B-C-D.
Il condominio è dotato di piscina e palestra private, di garages e lavanderia al piano interrato, nonchè di una terrazza sul tetto accessibile a tutti i condomìni per feste o semplicemente per momenti di relax.

Amanda Philips

Data di Nascita: 8 Settembre 1991
Età: 16
Descrizione: Amanda è la minore di tre sorelle, Eve e Kathleen. Un anno fa i suoi genitori sono trasferiti in Italia, e dopo settimane e settimane di richieste e suppliche Mandy è riuscita a convincerli a lasciarla a New York con la sorella maggiore Eve. Dopo un attento e minuzioso lavoro di convincimento è riuscita a far accettare la cosa ad Eve che si è dimostrata contenta, anche se leggermente scettica, di accoglierla in casa, ed ormai vivono insieme da quasi un anno. Amanda è una ragazza definita da quasi tutti come iperattiva e combinaguai: divertente, ironica e perspicace è molto matura per la sua età, ma sotto alcuni punti di vista invece ancora una vera e propria adolescente. Frequenta fin da quando era piccola un corso di danza classica e moderna che è la sua vera e grande passione, spera infatti un giorno di riuscire ad entrare alla Julliard per perfezionare il suo stile e la sua tecnica. Molto legata a entrambe le sorelle sembra avere un particolare sesto senso per capire le reazioni e i sentimenti di Eve, le basta uno sguardo per intuire se le piace qualcuno o se proprio non sopporta una persona; con Kathleen ha un rapporto di estrema complicità, soprattutto visto che Kate la supporta spesso nelle sue richieste di permessi verso Eve, ed è quasi sempre grazie a lei che riesce ad ottenerli.

I suoi gusti

Colore preferito: rosa
Sport preferito: danza
Film Preferito: Pirates of the Caribbean
Telefilm Preferito: LOST
Musica preferita: un po’ di tutto, qualunque cosa su cui possa farci un balletto
Band preferite: Anastacia, ‘N Sync, chiunque faccia qualcosa di ballabile
Libro Preferito: La regina dei Dannati – Anne Rice

Possiede

Portatile: Sony Vaio VGN-C2S/P - [scheda]
Cellulare: Sony-Erisson Z610i rosa- [scheda]
Lettore MP3: Samsung YP-K5 - [scheda]

Appartamento

La Famiglia.

Arthur Philips - Padre
image 57 anni, figlio di Analynne Wayne Philips, stilista rinomata negli anni 50, Arthur è stato inserito nel mondo della moda praticamente da sempre. Non avendo le doti per fare lo stilista ha allora preferito curarsi dell’aspetto manageriale delle collezioni di abiti, e proprio sul lavoro ha conosciuto Reneè, la moglie.
Molto legato alle figlie ha un rapporto particolarmente bello con Kathleen, mentre ha meno intesa con Amanda; Eve è invece il suo tasto dolente, i due non vanno per niente d’accordo, la figlia infatti non ha mai accettato alcune scelte e posizioni prese dal padre e questo ha incrinato il loro rapporto in maniera forse irreparabile. Ha seguito la moglie in Italia, ed anzi è stato lui a convincerla ad accettare il lavoro, ritenendo che fosse la scelta migliore per tutta la famiglia, visto che l’offerta di lavoro a Milano era arrivata in un periodo di crisi tra lui e la moglie che sembra però essersi risolta.


Reneè Callies Philips - Madre
image 55 anni, Reneè è una stilista, creativa e impegnata in ogni aspetto del suo lavoro. Lavora a Milano da oltre un anno per gli stilisti Dolce e Gabbana, accettare questo lavoro oltreoceano è stata per lei una decisione difficile essendo lei una madre molto premurosa e legata alle figlie, ma ha deciso alla fine, anche se per certi aspetti a malincuore di abbandonare gli States e trasferirsi in Italia.
Indipendente e di carattere molto forte Reneè è una donna molto dolce e protettiva che cerca di seguire le vite delle figlie, soprattutto di Amanda, la più piccola, anche da una così grande distanza, avrebbe voluto portare almeno lei con sé in Italia ma ha capito che sradicare la sua vita e le sue amicizie a quell’età sarebbe stato per Mandy ancora più doloroso della separazione dai genitori.


Eve Philips - Sorella Maggiore
Eve è la maggiore di tre sorelle, Kathleen 21 e Amanda 16. La madre,Reneè, è di origini italiane ed è una stilista di moda per la linea Embiguity di Dolce e Gabbana; il padre, Arthur è l'amministratore della società creata per gestire e commercializzare gli abiti della moglie. Entrambi si sono dovuti trasferire in Italia, a Milano, in pianta stabile da quasi un anno, lasciando invece le figlie a New York.
Eve lavora per Runaway, una importante rivista di moda e attualità: è riuscita ad ottenere il lavoro grazie alle amicizie della madre e alla sua importanza nel campo della moda. Spigliata e spiritosa Eve nasconde sotto la sua facciata da donna in carriera un carattere in realtà fragile e non sempre sicuro, anche se riesce in molte situazioni a tirare fuori la grinta e la convinzione necessarie per affrontare tutto quello che le si para davanti.
Dopo la partenza dei genitori ha dovuto imparare ad occuparsi di Amanda, la minore delle tre sorelle Philips, che vive con lei a Wayland's Park da ormai quasi un anno. Al momentio è single, dopo aver concluso pochi mesi fa una storia molto importante con Josh, suo storico ragazzo dai tempi del college con cui è stata per ben 4 anni. Ora Eve sta vivendo felicemente il suo essere sola ed ama uscire e divertirsi con amici e colleghi; grazie al suo lavoro ha infatti la possibilità di partecipare a numerosi eventi mondani quali sfilate e feste, ed anche se in realtà lei rimane sempre una semplice giornalista e spettatrice di tutto quello sfarzo si diverte molto ad esserne coinvolta.
Ha un bellissimo rapporto con entrambe le sorelle: con Amanda ha infatti una grandissima intesa, tanto che spesso ha la sensazione di essere lei la minore delle due e di venire capita e letta come un libro aperto dalla piccola Mandy; anche con Kathleen va quasi sempre d'accordo anche se il loro rapporto sembra essere più ironicamente conflittuale.

Kathleen Philips - Sorella Maggiore
Kathleen è di certo la più spigliata, pazza ed eccentrica delle tre sorelle Philips. Lavora come parrucchiera in un grandissimo salone in centro a New York e spesso viene contattata dalla sorella Eve per preparare le modelle di qualche servizio fotografico per la rivista Runaway a cui Eve lavora. Impulsiva e sfrontata è una persona che spesso agisce molto prima di pensare, senza tenere conto delle conseguenze; pensa che la vita vada vissuta sempre e comunque al meglio e non esita a usare forse anche un po' troppo la filosofia del "Cogli l'attimo". Kath è uscita da poco da una relazione finita male, il suo ex ragazzo, Vince, l’ha tradita dopo due anni che vivevano assieme, ed in seguito alla rottura Kathleen si è trasferita a vivere con le sorelle a Wayland.
La fine della storia con Vince è stata per Kath un duro colpo, ma sta riuscendo a superarlo senza problemi grazie agli amici di lunga data che ha ritrovato nel condominio della sorella maggiore. Il suo carattere strano ed iperattivo la fa andare molto d'accordo con Amanda, che appoggia in ogni sua richiesta e idea, ha un rapport complice e molto profondo con Eve, le due si possono considerare le migliori confidenti l’una dell’altra, e, nonostante qualche sporadico litigio dovuto alla diversità dei loro caratteri, sono in perfetta sintonia;  Kath ammira  moltissimo la sorella per aver preso la decisione di tenere con sè Amanda a New York.

Nate Philips - Cugino
Nate è un classico bravo ragazzo. Disponibile, dolce, carino, simpatico, la gente si trova spesso a chiedersi se sia vero o finga semplicemente di essere così. Ma Nate non finge, quello che si vede è esattamente quello che è. Una persona semplice un po’ insicura e riservata, molto altruista e accondiscendente. Ha una grandissima passione per il cinema e infatti si è appena iscritto alla facoltà di Scienze Cinematografiche di New York per realizzare il sogno di diventare uno sceneggiatore o un critico, ancora non ha le idee ben chiare. Cugino di Amanda, Eve e Kath ha con loro un bellissimo rapporto, le famiglie infatti abitavano a Chicago in due villette confinanti e sono praticamente cresciuti assieme come fratelli, per questo dopo aver saputo della sua ammissione all’università le sorelle lo invitano a stare da loro per un po’ di tempo. Nate è un gran disordinato ma in realtà perfettamente organizzato nel suo disordine, non perde mai niente, le sue cose riesce sempre a sapere dove sono, sono gli altri a non capire come faccia a vivere in una simile confusione.
Sincero e ottimista prende la vita come viene, con grande filosofia, non è mai stato innamorato anche se ha avuto qualche ragazza a cui ha voluto bene e di cui conserva bellissimi ricordi.

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Appartamento 4A
- Eve Philips
- Amanda Philips
- Kathleen Philips

Appartamento 7A
- Brian 'Synyster' Foster
- Zachary Badley
- Frank Nowell

Appartamento 7D
- Peter Harnett
- Jane Holsen
- Melanie Caine
- Pete e Malanie

Appartamento 9D
- Alexandra Collins

Appartamento 11D
- Samuel Townsend

Appartamento 12A
- Blaine Foley
- Ian Foley

Appartamento 12B
- Johnathan Lewis

Appartamento 12C
- Keira Bailey
- Jake Bailey
- Chris Marshall

Appartamento 12D
- Antea Calliope McDowell
- Mike McDowell
- Alexander Christian McDowell
- Amber McCartey

La compagnia
- In Good Company

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